É NATO IL NUOVO GOVERNO. SPARITO SALVINI, STRANITO DI MAIO

Di Michele Tripodi. L’Italia ha un nuovo esecutivo.

Le stranezze però aumentano e le certezze pure. Intanto é strano che in una repubblica Parlamentare uno stesso premier possa essere sfiduciato da una maggioranza e sostenuto all’indomani da una maggioranza differente. Non giá perché questo non sia numericamente e ipoteticamente possibile.

Per anni si é tentato di imitare altri modelli europei introducendo in Costituzione l’istituto della “sfiducia costruttiva”. Ci ha provato palesemente Berlusconi nel 2006, ci hanno provato subdolamente molti altri prima e dopo di lui.

Nessuno però ci é riuscito poiché il popolo italiano ha bocciato quei propositi di riforma. Oggi però senza alcuna modifica al testo costituzionale ci é riuscito Conte con la sua nuova maggioranza. Anzi, il premier in doppio petto si é spinto oltre ogni previsione costituzionale di “ribaltone”, poiché solo la maggioranza che lo sostiene é cambiata. Non lui. Nei progetti di riforma della Costituzione italiana l’istituto della “sfiducia costruttiva” avrebbe previsto un cambio di maggioranza con la sostituzione del premier sfiduciato, cosiddette norme antiribaltone.

Nel nostro caso l’accordo Pd-M5stelle ha realizzato un ampliamento della costituzione materiale, superando nei fatti ogni progetto formale di revisione della Costituzione in tal senso.

Certo é che la Costituzione italiana, ancorché formalmente rispettata insieme a tutte le prerogative delle parti in causa, ha subito uno scossone notevole, di pari intensità rispetto a quello subito a seguito della conferma a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano nel 2013. Anche all’epoca il caso fu unico mai avvenuto prima nella storia della Repubblica italiana. Allora il M5stelle radunò tutti a Piazza Montecitorio ululando al quasi golpe, salvo poi mandare tutti i manifestanti a casa per consiglio della Digos.

Altra certezza della fase, é la virata del movimento 5 stelle che di fatto diventa un partito come tutti gli altri, governista e filoeuropeista, decretando la sua fine anticipata.

Che dire dei contenuti duri e puri e delle regole inflessibili ormai abiurati con la nuova incoronazione a palazzo Chigi dei riscopritori del filosofo Rousseau. La piattaforma Rousseau che pure sarebbe stata un ottimo metodo di democrazia partecipativa si é rivelata un fallimento, al di là dei suoi risultati ufficiali e delle sue apparenze fasulle.

Il suo funzionamento é palesemente orientato e manipolabile sulla pelle dei militanti. Per un paio di giorni si é creduto che il destino dell’Italia e del nuovo Governo fosse appeso ad una piattaforma digitale, appunto la Rousseau, senza che questa abbia un codice sorgente o altra certificazione di affidabilità. L’unica cosa reale è che la sua gestione é demandata alla fiducia degli informatici che ci stanno dietro.

Ovvero i tecnici della Casaleggio Associati, al cui confronto Di Maio ha molto meno potere, anche se la sua figura di capo politico ne esce molto ridimensionata dopo l’annuncio della nuova squadra di ministri, dove figura in esilio, agli Esteri. Stranezze e certezze mescolate insieme, in un’epoca dove tutti siamo bravi a riempire le bacheche dei social di inni alla democrazia ed alla trasparenza per poi accontentarci, straniti e rassegnati, di tutto ciò che ci viene posizionato davanti.

Ricapitolando, il Conte é rimasto incinto e ha partorito il Conte bis.

Auguri!

Posted: 04 Set 19 By: Category: Blog Letto 1191 volte

Redazione

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