LA CRISI STRATEGICA DI FERRAGOSTO ED IL COLORE DEL LUTTO. “Potevano scegliere tra il disonore e la guerra, hanno scelto il disonore e avranno la guerra”

Di Michele Tripodi. Così Winston Churchill chiosava l’esito degli accordi di Monaco nel 1938, dove le potenze europee giocarono a ribasso accettando tutte le pretese di Hitler che minacciava di scatenare la seconda guerra mondiale contro tutti. Ed infatti andò proprio così. Quelle parole risuonano oggi in Italia nella crisi di governo, la prima della storia che capita sotto ferragosto, perfettamente in linea con le evocazioni propagandistiche in salsa religiosa di cui è maestro il Ministro dell’Interno Salvini. Dal Rosario in mano al giuramento sul Vangelo alla ricorrenza della Madonna dell’Assunzione che oggi benedice la crisi voluta in un momento di vacanza per sorprendere tutti gli interlocutori. 

Il movimento cinquestelle ed il premier Conte avrebbero potuto staccare la spina al governo in più di una occasione, senza attendere che lo facesse Salvini con un colpo di mano nel momento più inaspettato e dopo essersi lui goduto le ferie al Papeete Beach e fatto assaporare al proprio erede l’ebrezza della velocità sulla moto di acqua della polizia.

Salvini é ritornato, ha imposto la questione di fiducia sul decreto sicurezza bis, incassandone l’approvazione, raggirando per l’ennesima volta un alleato debole e facilmente manipolabile ed un premier che dopo aver sentito apostrofare le sue parole come “acqua fresca” avrebbe dovuto prendere a calci nel sedere il suo sottoposto Ministro dell’Interno.

La vecchia politica, per quanto a corto di credibilità ed in gran parte da rottamare, ci avrebbe visto lungo molto prima senza cascare nell’inganno.

Invece l’ingenua compagine pentastellata pensando più a mantenere in vita mutui e stipendi di deputati e senatori per almeno una legislatura é stata disattenta, disorientata, smarrita.

La vera ragione della crisi non é né la mozione suicida sul Tav, dove peraltro la Lega ha vinto ancora, né sono le continue bizze che su ogni argomento sin dall’inizio del cosiddetto contratto di governo venivano sempre agitate proprio sull’interpretazione del contratto stesso.

É il taglio dei parlamentari che Salvini vuole evitare, la causa vera della crisi. Al di là delle posizioni ufficiali sull’argomento rese in un Parlamento ormai ridotto a farsa politica, Salvini sa bene che la riduzione dei parlamentari avrebbe bloccato la crescita dei suoi consensi. Ora che la Lega è in auge tutti ambiscono ad un posto al sole, tutti salgono sul carro del vincitore ed allora la scalata verso il potere totale é ancora possibile. Con una Lega al 40% nei sondaggi si materializza l’aspirazione elettorale e con essa l’intento di occupare il numero maggiore di posti, ruoli, poltrone nel cuore delle massime istituzioni dello Stato, per controllarne meglio le sue dinamiche.

Oggi i parlamentari cinquestelle e il premier Conte hanno il dovere di fare autocritica, tutte le volte che hanno tolto le castagne sul fuoco a Salvini o lo hanno legittimato oltremodo, a partire dal l’autorizzazione a procedere negata sul caso Diciotti, sul caso Russia, su quello Siri, sulla manovra, sull’Europa, sull’autonomia differenziata, sulla flat tax, sulla giustizia e sul decreto sicurezza bis, che uno spaventato Mattarella ha firmato.

Salvini ha dato loro il ben servito, un regalo a Conte nel giorno del suo compleanno. Il leader vendicativo della Lega ha pianificato anche questo ed oggi chiede senza pudore pieni poteri agli italiani ben consapevole che una crisi di governo condurrebbe allo scioglimento delle Camere. Il decreto sicurezza e tutte le altre decisioni assunte nell’interesse della Lega sarebbero in tal modo salve ed al riparo da qualunque ripensamento dell’attuale compagine parlamentare esautorata dai suoi poteri.

Il quadro che si profila é dunque extracostituzionale, desolante e pericoloso, posto che i cinquestelle saranno elettoralmente risucchiati dalla loro inconsistenza e le attuali opposizioni non potranno essere eternamente guidate e rappresentate da un partito Democratico sventrato, stanco e atterrito dai suoi errori ancora ben presenti nella coscienza del popolo italiano. Zingaretti ha invocato la crisi. Ed ora?

Non é fantapolitica, siamo tutti spiazzati ed impreparati. Ed ora siamo pure molto preoccupati perché ciò che si vede all’orizzonte é il colore del lutto, il più brutto, quello nero.

Posted: 09 Ago 19 By: Category: Blog Letto 1463 volte

Redazione

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