L'EUROPA DELLE PANTERE ROSA

Di Michele Tripodi. L’Europa che si tinge di rosa è il nuovo slogan rassicurante del capitalismo finanziario che ancora una volta riesce a piazzare suoi uomini, in questo caso due donne influenti, in due posti chiave delle istituzioni europee. Non vince l’asse franco-tedesco, peraltro benedetto anche dal governo italiano, che in politica interna si approccia all’Europa in un modo e poi agisce in un altro. Vince il neoliberismo che cambia pelle rigenerandosi con nuovi soldati o soldatesse al suo servizio.

Alla guida della Banca Centrale Europea è stata proposta la francese Christine Lagarde, già Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale, istituzione che come la BCE non è eletta dal popolo ma condiziona non poco le politiche degli stati e del debito pubblico.

La BCE è la principale istituzione europea che regola e orienta dall’alto la politica monetaria e finanziaria ddell’eurozona. La Lagarde è il vertice che assicura continuità alle vecchie politiche economiche ed al suo establishment, autentica espressione del monetarismo spinto e dell’austerità così come li abbiamo conosciuti finora. Ma chi l’ha nominata nel ruolo? I 19 rappresentanti degli stati che compongono l’Eurozona, nomina che formalmente sarà ratificata dal Parlamento Europeo in una fase successiva.

E già, sarebbe bello discutere a lungo sul ruolo di una Parlamento che costa tanto ma conta poco. Sarebbe utile approfondire le dinamiche che esautorano di fatto il parlamento europeo, unico organismo elettivo, da qualunque possibilità di esprimere un voto di fiducia “costante” sull’operato della BCE, della Commissione europea e del Consiglio Europeo.

Altra nomina pesante, appunto, del tutto in linea con quella della Lagarde, sarà quella della tedesca Ursula Von der Leyen, il cui profilo in politica economica è identico praticamente. Delfina della Merkel, i media preferiscono raccontare di lei il lato matriarcale. La mamma di famiglia di ben sette figli fa più tenerezza nell’opinione pubblica, piuttosto che la sua immagine guerrafondaia sullo scacchiere internazionale. Al momento dello scoppio della crisi del Donbass, la Von Der Leyen, all’epoca ministro della difesa tedesco, non esitò un attimo a inviare droni e militari al servizio del governo filo-nazista ucraino in funzione antirussa.

Insomma il volto umano e rassicurante del capitalismo che si tinge di rosa riesce nel miracolo di silenziare le altre due nomine contestuali totalmente maschili. Alla guida della presidenza del Consiglio europeo è stato scelto il belga Charles Michel, mentre lo spagnolo Josep Borrell sarà nominato alla PESC, quale alto rappresentante della politica estera.

Il governo italiano ondivago tra l’asse neoliberista occidentale e quello orientale del gruppo degli stati di Visegrad, alla fine ha ripiegato sui primi barattando il proprio assenso probabilmente in cambio di qualche concessione sulle annunciate procedure d’infrazione.

Ora è più chiaro?

Posted: 03 Lug 19 By: Category: Blog Letto 257 volte

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Redazione

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